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di Angelo Airò Farulla ed Elena Fatichenti
montaggio: Elena Fatichenti
suono: Angelo Airò Farulla
girato all'interno del Parco Costiero della
Sterpaia,
comune di Piombino (LI)
con il
patrocinio de
I Parchi della Val di Cornia
L’ambiguità della materia, l’indecisione della forma
contesa da più stati; la condizione di perenne ed
inquietante
trans-formazione, attraverso le forme
d’esistenza, fenomeniche, percepibili, estetiche
(nella “visione pittorica” delle textures
naturali). Una stasi dinamica, che è
sospensione d’identità nell’unica identità
localizzata di luogo braccato.
L’essere è spazio, tra la terra ed il mare, a metà
via tra il liquido ed il solido. La palude maremmana
è un luogo naturalmente vocato alla rovina delle sue
forme; un luogo molteplice, reversibile,
inutile per l’uomo, da sempre bonificato e
condannato all’estinzione.
Un territorio che ha segnato e che continua a
segnare la geografia interiore e lo stato d’animo
delle sue genti. Luogo di confusione delle
superfici, tinto dell’incesto tra l’acqua, l’aria e
la terra, è ritratto nel suo lento ed inesorabile
sparire, nella sua inutile, tragica ed ottusa
vicinanza all’uomo.
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